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Weber

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MAX WEBER Vita: Max Weber (1864–1920) fu un sociologo ed economista tedesco, tra i fondatori della sociologia moderna. Studiò il legame tra religione e capitalismo ( L’etica protestante e lo spirito del capitalismo ) e analizzò la razionalizzazione e la burocrazia nella società. Morì a 56 anni a Monaco di Baviera. Pensiero: Weber analizzò i processi di razionalizzazione nella società moderna: tutto diventa calcolabile, prevedibile e organizzato secondo regole. Vide nella burocrazia il modello tipico dell’organizzazione moderna. Nel libro L’etica protestante e lo spirito del capitalismo , spiegò come il pensiero religioso protestante abbia favorito lo sviluppo del capitalismo. Critico del “disincanto del mondo” , riteneva che la modernità avesse perso significato spirituale, sostituendolo con la tecnica e la razionalità.   Esistono 3 tipi di potere: Tradizionale (es. re) Carismatica (es. leader carismatici) Legale-razionale (es. Stato moderno e burocrazia) Neu...

HORKHEIMER E ADORNO

Max Horkheimer (1895-1973) ->  forte impegno nel criticare la razionalità moderna e le sue implicazioni sociali.  -> "teoria critica" e  "teoria tradizionale": teoria tradizionale = descrivere e spiegare il mondo come è teoria critica = mira a cambiare il mondo, cercando di smascherare le dinamiche di oppressione e sfruttamento. Horkheimer si preoccupava particolarmente delle condizioni sociali e politiche dell'epoca, soprattutto in relazione alla crescente alienazione prodotta dal capitalismo e dall'industria culturale.  Egli elabora -> "razionalità strumentale" , ossia una forma di razionalità che riduce tutto a strumenti funzionali per il raggiungimento degli scopi economici, privando gli individui di una dimensione più umana e critica della razionalità. Theodor W. Adorno (1903-1969) Concetto di "negatività", ossia la capacità della filosofia e dell'arte di esprimere una critica radicale alla realtà senza ridurla a...

JEAN-PAUL SARTRE

JEAN-PAUL SARTRE Vita: Jean-Paul Sartre (1905-1980) è stato un filosofo, scrittore e drammaturgo francese, uno dei maggiori esponenti dell’esistenzialismo e del pensiero del Novecento. Nato a Parigi, Sartre ha studiato filosofia alla École Normale Supérieure. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu arruolato nell’esercito, ma fu catturato dai tedeschi e trascorse un anno in prigionia. Dopo la guerra, diventò una figura di spicco nel panorama intellettuale parigino, associandosi al movimento esistenzialista e avvicinandosi anche al marxismo. Pensiero: La sua filosofia si concentra sull’individualismo, la libertà e la responsabilità personale. La sua celebre affermazione "l’esistenza precede l’essenza" riassume la sua idea che non nasciamo con uno scopo prestabilito, ma siamo liberi di crearci un significato nella vita attraverso le nostre scelte. Fu anche impegnato politicamente, appoggiando movimenti socialisti e di sinistra, e nel 1964 rifiutò il Premio Nobel per la letteratu...

BENJAMIN E MARCUSE

Walter Benjamin (1892–1940)    Vita: Nato a Berlino in una famiglia ebraica agiata.  Filosofo, critico letterario e traduttore  Morì suicida al confine franco-spagnolo, fuggendo dai nazisti. Pensiero: Univa marxismo, misticismo e filosofia della storia . Interessato al ruolo della cultura di massa : in L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica analizza come la fotografia e il cinema cambino la nostra percezione dell’arte. Secondo lui, la riproduzione tecnica elimina l’ "aura" , cioè l’unicità dell’opera d’arte → può però democratizzare la cultura. La sua filosofia della storia si oppone al progresso lineare: per lui la storia è piena di violenza e rotture, e ogni epoca deve “strappare la tradizione ai vincitori” . Influenzato dalla mistica ebraica: il tempo messianico, l'attesa del riscatto dei vinti. Visione critica della modernità e della fiducia cieca nella tecnica. Herbert Marcuse (1898–1979) Nato a Berlino, ...

HANNAH ARENDT

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  HANNAH ARENDT: 1906–1975 , filosofa e politologa tedesca di origine ebraica. Emigrata negli USA per sfuggire al nazismo. Autrice di opere fondamentali sul totalitarismo , la libertà , la politica , l’azione e il giudizio . Si rifiutava di essere chiamata "filosofa", preferiva definirsi una teorica politica . Temi principali del suo pensiero: 1. Il totalitarismo Opera principale: "Le origini del totalitarismo" (1951). Analizza i regimi nazista e stalinista . Il totalitarismo è unico nella storia : non è solo dittatura, ma un sistema che annienta la persona come individuo e cittadino. Usa terrore, propaganda e ideologia per controllare la realtà. 2. La “banalità del male” Espressa in: "La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme" (1963). Arendt assiste al processo del nazista Adolf Eichmann e lo descrive non come un mostro, ma come un uomo mediocre , incapace di pensare moralmente. Il male non sempre nasce dall’odio , ma può derivare dall’ assenza d...

MARTIN HEIDEGGER

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  Martin Heidegger (1889-1976) Vita Nato a Messkirch , Germania, studiò teologia prima di dedicarsi alla filosofia. Fu allievo di Edmund Husserl e successivamente professore all'Università di Friburgo. Nel 1927 pubblicò Essere e Tempo , la sua opera più importante. Ebbe un controverso rapporto con il nazismo , aderendo inizialmente al regime ma distanziandosene in seguito. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, fu temporaneamente escluso dall'insegnamento. Pensiero Heidegger in "Essere e tempo" afferma che: L’uomo è Dasein → Heidegger lo usa per descrivere l'essere umano come un ente che ha coscienza della propria esistenza e si interroga sul senso dell'essere. Il Dasein non è un semplice soggetto isolato, ma è sempre "essere-nel-mondo" , cioè in relazione con il mondo e con gli altri L’ uomo si caratterizza come essere-n...

DOMANDE PAG. 510

PAG. 510  1. Che cosa è per Sartre l’“essere per sé”? Per Sartre, l’essere per sé è la coscienza umana, cioè l’essere capace di riflessione, scelta, libertà e progetto. È l’essere che si pone in rapporto con se stesso, che non coincide mai totalmente con ciò che è, perché è sempre in divenire. A differenza delle cose (che sono ciò che sono), l’essere per sé non è mai pienamente se stesso, ma è definito dalla sua mancanza e dalla sua possibilità di diventare altro. 2. In che cosa differiscono per Sartre la coscienza e le cose? Le cose (come oggetti materiali) sono “essere in sé”: sono piene, compatte, chiuse in se stesse, non hanno coscienza, non si pongono domande. Sono semplicemente ciò che sono. La coscienza è “essere per sé”: è vuota, dinamica, riflessiva, libera, capace di negazione e di progetto. Non è qualcosa di fisso, ma si costruisce continuamente attraverso le scelte. 3. In che senso per Sartre la coscienza è il nulla? Per Sartre, la coscienza è “nulla” perché: Non ha un ...